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	<title>MisionCucuta</title>
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		<title>E&#8217; online il nuovo sito della Coopejubasca!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 13:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come vedete abbiamo adottato una nuova veste grafica, ampliato le diverse sezioni e reso più agevole la navigazione. Il sito web diventerà sempre più ricco di contenuti e informazioni, sulle attività della Coopejubasca ma anche sulla situazione colombiana in generale. Appena sarà possibile riporteremo tutti gli articoli e gli oggetti dal vecchio sito www.misioncucuta.org/demo.

Naturalmente lo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vedete abbiamo adottato una nuova veste grafica, ampliato le diverse sezioni e reso più agevole la navigazione. Il sito web diventerà sempre più ricco di contenuti e informazioni, sulle attività della Coopejubasca ma anche sulla situazione colombiana in generale. Appena sarà possibile riporteremo tutti gli articoli e gli oggetti dal vecchio sito <a href="http://misioncucuta.org/demo">www.misioncucuta.org/demo</a>.</p>
<p><span id="more-122"></span></p>
<p>Naturalmente lo spazio è aperto ai contributi (foto, racconti, &#8230;) di chi in questi anni ha partecipato alle nostre attività a Cùcuta e Tibù e di chi voglia fornirci news e aggiornamenti! </p>
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		<title>Novità sul volontariato</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[In molti ci scrivono per avere informazioni sulle nostre attività di volontariato o su possibili collaborazioni, anche di lungo periodo. Ringraziamo tutti per l&#8217;interesse dimostrato nel nostro lavoto, ma nei prossimi mesi la Coopejubasca si concentrerà sullo sviluppo delle opportunità in loco, lasciando quindi sempre maggiore spazio a ragazzi e ragazze di Cùcuta che vogliono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In molti ci scrivono per avere informazioni sulle nostre attività di volontariato o su possibili collaborazioni, anche di lungo periodo. Ringraziamo tutti per l&#8217;interesse dimostrato nel nostro lavoto, ma nei prossimi mesi la Coopejubasca si concentrerà sullo sviluppo delle opportunità in loco, lasciando quindi sempre maggiore spazio a ragazzi e ragazze di Cùcuta che vogliono prendere parte ai nostri progetti. Chiediamo comunque a chiunque sia interessato a proporre la propria candidatura di inviarci un curriculum aggiornato e una lettera di presentazione. Vi chiediamo di specificare tutte le possibili abilità e competenze che potrebbero essere utili all&#8217;interno dei diversi progetti: conoscenze mediche e linguistiche, abilità nelle guida, precedenti esperienze di volontariato e/o insegnamento (anche a livello extra professionale)&#8230;</p>
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		<title>Scuole</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 13:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
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		<description><![CDATA[contrastare l’influenza del clima sociale improntato alla violenza, attraverso la gestione quotidiana di 7 strutture scolastiche differenti, divise per gradi: da 1 a 4 anni asilo nido (“sala cuna”), da 5 anni asilo (“grado 0”), dai 6 ai 16 anni scuole elementari e secondarie (dal 1° all’11° grado). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>15% della popolazione colombiana è analfabeta</strong>, in altre parole a più di 6 milioni e mezzo di persone viene negato il diritto all’educazione. Dato che cala all’8% nelle zone urbane e arriva al 20% nelle zone rurali. Il 2,1% dei ragazzi tra i 15 ai 24 anni è analfabeta. Per i prossimi anni si prevede un leggero miglioramento, dato che il governo colombiano sta facendo enormi sforzi per raggiungere una copertura totale, almeno a livello di educazione elementare. Oggi <strong>si calcola che il 15% dei bambini non sia iscritto alla scuola elementare</strong>, ma considerando la bassa qualità educativa, l’elevato grado di diserzione scolastica (30%), il lavoro minorile (un milione di lavoratori minorili) e gli oltre 7.000 bambini soldato è chiaro come il problema educazione sia lontano dall’essere risolto (fonte UNICEF).</p>
<p><span id="more-4"></span></p>
<p>Complessivamente quasi la metà della popolazione ha scarse possibilità di migliorare la propria situazione, poiché l’istruzione fa la differenza tra ricchezza e povertà, tra uno stipendio sicuro e una vita di stenti. Ci sono bambini di 12 anni che frequentano ancora i primi anni delle elementari, nelle zone rurali come Tibú esistono intere classi di bambini “extraetá” che non sanno leggere e scrivere, perché i loro genitori non reputano l’educazione una priorità. Alcuni sono particolarmente dotati, emergono dal gruppo per le loro capacità, però le loro condizioni economiche sono così incerte che non potranno mai superare la soglia di un’educazione di base. In Colombia 25.000 minori sono vittime di sfruttamento sessuale, 16.000 hanno un’età compresa tra gli 8 e i 12 anni.</p>
<p>La famiglia in genere non fornisce esempi educativi validi, mancano figure genitoriali forti e stabili, i ragazzini imparano le regole della vita dalla strada, dove prevale la legge del più forte. Nella scuola vivono e lavorano insieme, sono “costretti” a seguire regole di comportamento minime e a rispettare i compagni. Lo Stato prevede che il numero medio di alunni per le classi elementari sia incluso tra 30 e 40 bambini. Non é facile in classi tanto numerose occuparsi di tutti, ma i professori e i direttori delle scuole conoscono la storia personale di ognuno: spesso i bambini sono vittime di violenze, all’interno del nucleo famigliare i maltrattamenti sono frequenti; hanno ritardi mentali e fisici dovuti a carenze alimentari, sono trascurati oppure solo affamati.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;INTERVENTO DELLA COOPEJUBASCA</strong></p>
<p>In tale contesto sociale, la Coopejubasca svolge un ruolo fondamentale: <strong>educare le nuove generazioni per poter creare nuovi modelli sociali</strong>. La nostra intera offerta formativa  si fonda su una <strong>didattica basata sulla cooperazione</strong> anzichè sull’individualismo e sulla competizione: il gruppo contribuisce all’apprendimento del singolo e i conflitti vengono risolti con metodi di non violenza, privilegiando la negoziazione e il dialogo. Lo scopo è di contrastare l’influenza del clima sociale improntato alla violenza, attraverso la gestione quotidiana di <strong>7 strutture scolastiche differenti, divise per gradi: da 1 a 4 anni asilo nido (“sala cuna”), da 5 anni asilo (“grado 0”), dai 6 ai 16 anni scuole elementari e secondarie (dal 1° all’11° grado)</strong>.</p>
<p>Nel 2008 i nostri istituti hanno ottenuto dallo Stato il riconoscimento di scuola professionale, con 4 differenti specializzazioni:<br />
•    Manipolazione e conservazione degli alimenti<br />
•    Assistente di infermeria<br />
•    Manutenzione di pc e suoi elementi<br />
•    Amministratore di microimpresa</p>
<p><strong>Nel 2008 ben 3900 studenti, dai 5 ai 17 anni, hanno frequentato le nostre strutture scolastiche che comprendono biblioteche e laboratori informatici</strong> (84 computer). <strong>Il 30% dei nostri alunni è figlio di “desplazados”</strong>, cioè di persone che sono state costrette a fuggire dalla terra di origine, prive di documenti, clandestine, ricercate dai gruppi armati. Per la popolazione infantile uno degli effetti piú devastanti del “desplazamiento” é la perdita in modo repentino e violento della possibilità di andare a scuola. Questo problema si aggrava se consideriamo che all’interno della politica governativa in materia di “desplazados”, solo dal 2004 l’educazione é stata inserita tra le priorità. Nei nostri istituti i bambini desplazados hanno la possibilità di frequentare la scuola senza sentirsi minacciati, di socializzare e apprendere dimenticando un po’ il passato e costruendo un possibile futuro. Dopo essere arrivati a scuola abbattuti psicologicamente a causa del desplazamiento, <strong>l’ambiente scolastico li aiuta a recuperare parte della normalità perduta</strong>.</p>
<p>Offrendo un servizio educativo completo, bambini e ragazzi diventano i protagonisti del processo educativo, grazie alla valorizzazione delle loro capacità cognitive, emotive e relazionali. I risultati dati da un’educazione permanente sono dimostrati dal <strong>numero di alunni diplomati nei nostri Istituti che scelgono di iscriversi all’università: se nel 2003 erano il 2% dei nostri studenti, nel 2008 abbiamo raggiunto ben il 9%</strong>.</p>
<p>Dal 2004 accanto all’attività scolastica abbiamo attivato il <strong>“Programa Ludicas”</strong> con l’obiettivo di far trascorrere al bambino la maggior parte della giornata in un ambiente “protetto”, lontano dalla vita di strada, permettendo contemporaneamente alle madri di poter svolgere un’attività lavorativa e ai bambini di realizzare una serie di attività utili al suo sviluppo cognitivo e relazionale.</p>
<p><a href="http://www.misioncucuta.org/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-5.png" rel="lightbox[4]"><img class="alignleft size-medium wp-image-35" title="Immagine 5" src="http://www.misioncucuta.org/blog/wp-content/uploads/2010/07/Immagine-5-300x224.png" alt="" width="180" height="134" /></a></p>
<p>Dal 2007 il servizio scolastico è stato arricchito dall’<strong>assistenza medica agli studenti</strong> grazie ad una campagna diffusa che comprende un check-up generale per ogni studente e nei casi più gravi l’invio a una fondazione locale che garantisce a basso costo il servizio di medicina di base, odontologia, ortopedia, ottica e dermatologia. Prestazioni che restano valide anche nei casi di patologie emerse nel corso dell’anno scolastico. Il programma di assistenza sanitaria promosso dalla Coopejubasca è sostenuto da due imprese private colombiane, TCC e ECOPETROL.</p>
<p>Dal 2008 il servizio sanitario è stato integrato con un’<strong>assistenza psicologica</strong> permanente agli studenti, garantita da uno psicologo assunto dalla Coopejubasca accompagnato da due tirocinanti universitari.</p>
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		<title>Asilo nido &#8211; Sala cuna &#8220;La Rosa&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 13:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
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		<description><![CDATA[L'asilo nido "La Rosa" è nato nel 2004 grazie agli aiuti arrivati dall'Italia. Fino ad oggi la gestione è stata affidata all’Istituto de Bienestar Familiar (ICBF), che però è riuscito ad ospitare al massimo una ventina di bambini tra gli 0 e i 3 anni. Per questo la Coopejubasca sta studiando un progetto che prevede la riapertura come asilo destinato ai numerosi bambini di 4 anni che vivono nei quartieri, con attività di preparazione all’ingresso nel sistema scolastico e con un programma di sostegno alimentare e sanitario. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>asilo nido &#8220;La Rosa&#8221;</strong> è nato nel 2004 grazie agli aiuti arrivati dall&#8217;Italia. Fino ad oggi la gestione è stata affidata all’Istituto de Bienestar Familiar (ICBF), che però è riuscito ad ospitare al massimo una ventina di bambini tra gli 0 e i 3 anni. Per questo la Coopejubasca sta studiando un progetto che prevede la <strong>riapertura come asilo destinato ai numerosi bambini di 4 anni che vivono nei quartieri</strong>, con attività di <strong>preparazione all’ingresso nel sistema scolastico e con un programma di sostegno alimentare e sanitario</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mense e sostegno alimentare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 12:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Coopejubasca affronta il problema alimentare attraverso una duplice azione: servizio mensa e servizio merende. Grazie alla nostra decennale esperienza, gestiamo direttamente 8  mense - cinque a Cucuta e tre a Tibu - e due in appoggio al programma nazionale per anziani organizzato dal ICBS.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La denutrizione è un fattore di povertà ed esclusione sociale e un ostacolo per lo sviluppo sociale ed economico del paese. In Colombia <strong>il 7% dei bambini fino a 4 anni soffre di denutrizione</strong>, che colpisce principalmente nei primi due anni di vita e nelle zone rurali. Dato che peggiora se si considerano <strong>i bambini compresi tra i 5 e 9 anni, con cifre che toccano il 10% nelle aree urbane (Cucuta) e il 18% nelle zone rurali (Tibù)</strong>. In totale si calcola che in Colombia ci siano quasi 6.500.000 di persone denutrite, una mortalità infantile pari al 27‰ e che oltre il 40% delle famiglie non riesca a garantire un pasto quotidiano ai figli (dati WFP e ICBF, 2007).</p>
<p><span id="more-7"></span></p>
<p><strong>L&#8217;INTERVENTO DELLA COOPEJUBASCA</strong></p>
<p><strong>La Coopejubasca affronta il problema alimentare attraverso una duplice azione: servizio mensa e servizio merende.</strong> Grazie alla nostra decennale esperienza, <strong>gestiamo direttamente 8  mense &#8211; cinque a Cucuta e tre a Tibu &#8211; e due in appoggio al programma nazionale per anziani organizzato dal ICBS</strong>. Le 8 mense localizzate all’interno delle strutture scolastiche offrono un servizio esclusivo ad <strong>oltre 1550 bambini a Cucuta e 450 bambini a Tibú</strong> in età pre-scolare e scolare. Il nostro motto è “<strong>sin comida no hay estudio</strong>”: saziando lo stimolo della fame aumentano le possibilità di riuscire a concentrarsi sullo studio. I<strong>l pasto base fornito è formato da legumi, riso e verdure con l’aggiunta di una bevanda</strong>. Il progetto è sostenuto da fondi privati della Cooperativa per la copertura delle spese fisse (immobili, cucina, tavoli, sedie e risorse umane), con l’aiuto di fondi esterni offerti dall’ICBF e da derrate alimentari concesse dal World Food Program. Le <strong>due mense per anziani</strong>, gestite dal ICBS, situate rispettivamente nei quartieri Ospina Perez ed Ermita a Cucuta, offronto un servizio ristretto alle persone anziane sole e affamate appoggiato totalmente dal ICBS.<br />
Il <strong>servizio di merende</strong> &#8211; attualmente rivolto a chi frequenta il “Programa Ludica” (<strong>dai 200 ai 300 bambini al giorno</strong>, studenti della sede Liceo Juan Bautista Scalabrini) &#8211; <strong>prevede la consegna di un panino dolce accompagnato da colada</strong> (bevanda iperproteica e vitaminica) o cioccolata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sviluppo imprenditoriale</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piu di 20 milioni di colombiani, circa il 50% della popolazione, vivono in uno stato di povertà: 2 abitanti su 4 delle città vivono con meno di 2 dollari al giorno, dato che peggiora se si considerano le zone rurali, nelle quali il 75% della popolazione ha a disposizione meno di 2 dollari giornalieri (il]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Piu di 20 milioni di colombiani, circa il 50% della popolazione, vivono in uno stato di povertà</strong>: 2 abitanti su 4 delle città vivono con meno di 2 dollari al giorno, dato che peggiora se si considerano le zone rurali, nelle quali il 75% della popolazione ha a disposizione meno di 2 dollari giornalieri (il 20% dispone di una cifra inferiore a 30 euro mensili). <strong>Il 25% della popolazione colombiana é senza lavoro, il reddito medio procapite supera di poco i 1.900 dollari annui e l’inflazione si attesta intorno al 10%</strong>. A causa soprattutto della concorrenza delle multinazionali straniere, si è assistito a un crollo dei prezzi dei tradizionali prodotti agricoli, come il caffé, che ha ridotto i contadini in povertá, rendendoli più vulnerabili ai ricatti dei trafficanti di cocaina e spingendoli ad abbandonare le campagne dirigendosi verso i sobborghi delle grandi città come Cùcuta (Fonte Unicef, 2005).</p>
<p><span id="more-13"></span></p>
<p><strong>L&#8217;INTERVENTO DELLA COOPEJUBASCA</strong></p>
<p>In questo contesto socio-economico generale, riprodotto fedelmente nella regione del Norte di Santander di cui Cùcuta é capitale, da sempre la Coopejubasca é stata coinvolta nella g<strong>estione e sviluppo di diverse attività imprenditoriali</strong>: <strong>un’azienda agricola, corsi professionalizzanti, produzione di mattoni</strong>… Negli ultimi anni si è deciso di concentrare l’attività nei settori che hanno dato i migliori risultati in termini di formazione e produttività: <strong>la fabbrica di mattoni, la produzione di ceramica e l’atelier di confezionamento di abiti.</strong> L’obiettivo immediato di questi progetti é la <strong>creazione di posti di lavoro all’interno della comunità</strong>, con un’<strong>attenzione particolare agli adulti “desplazados”, “vulnerables” e a giovani diplomati</strong>. Queste attività consentono inoltre di sviluppare competenze professionali specialistiche, agevolando l’accesso nel più ampio mercato del lavoro colombiano e sviluppando al tempo stesso nella collettività una maggiore iniziativa imprenditoriale. Da evidenziare che anche l’implementazione e il miglioramento del <strong>sistema di autoconsumo dei prodotti all&#8217;interno della Coopejubasca</strong>, come avvenuto nel corso degli ultimi anni per le uniformi utilizzate nelle scuole – prodotte nell’atelier &#8211; e per i materiali da costruzione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corsi professionali</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 09:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni i corsi professionali si sono concentrati nella lavorazione di argilla e ceramica e nel taglio e cucito. Quest’ultimo corso prevede tre differenti livelli di apprendimento (principiante, apprendista e perfezionamento) per offrire agli alunni migliori l’opportunità di un inserimento lavorativo immediato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni i <strong>corsi professionali</strong> si sono concentrati nella <strong>lavorazione di argilla e ceramica e nel taglio e cucito</strong>. Quest’ultimo corso prevede tre differenti livelli di apprendimento (principiante, apprendista e perfezionamento) per <strong>offrire agli alunni migliori l’opportunità di un inserimento lavorativo immediato</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Primo alloggio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 08:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veruska</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
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		<category><![CDATA[centro de migraciones]]></category>
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		<category><![CDATA[desplazados]]></category>

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		<description><![CDATA[In Colombia si combatte senza tregua uno dei conflitti più lunghi della storia contemporanea, che ormai si protrae da oltre 40 anni. Le vittime civili si contano a migliaia ogni anno, così come i rapimenti o le mutilazioni provocate dalle mine antiuomo diffuse in larga parte del territorio. Utilizzando un consuntivo di statistiche e investigazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Colombia si combatte senza tregua uno dei conflitti più lunghi della storia contemporanea, che ormai si protrae da oltre 40 anni. Le vittime civili si contano a migliaia ogni anno, così come i rapimenti o le mutilazioni provocate dalle mine antiuomo diffuse in larga parte del territorio. Utilizzando un consuntivo di statistiche e investigazioni effettuate da parte di organizzazioni a difesa dei diritti umanitari, <strong>nel periodo 1965-2006 si calcola che più 4 milioni di persone siano state sfollate internamente o abbiano dovuto cercare asilo politico in altri paesi</strong>; nello stesso periodo sono state commesse <strong>più di 65.000 esecuzioni extragiudiziali e 10.000 persone detenute sono scomparse</strong> (i loro corpi si trovano in varie fosse comuni).</p>
<p><span id="more-17"></span></p>
<p>I soli sfollati interni (<strong>i desplazados) sono più di 3,7 milioni</strong>, facendo della Colombia il Paese con il più alto tasso di migrazione forzata interna, secondo solo al Sudan. La CODHES &#8211; Consultoria para los Derechos Humanos y el Desplazamiento ha stabilito che nel 2003 siano dovute scappare forzatamente 207.607 persone, 287.581 nel 2004 e 310.387 nel 2005, evidenziando un aumento del flusso dovuto soprattutto all’inasprimento delle operazioni militari governative contro le postazioni ribelli. I rifugiati interni sono generalmente i più poveri delle comunità ospitanti: secondo gli studi condotti dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, dalla Chiesa Cattolica e dall&#8217;Università delle Ande, i due terzi della popolazione vivono in ambienti inadeguati, non hanno accesso alla sanità di base, né ai servizi di educazione primaria. <strong>Solo il 20% dei desplazados riesce ad accedere al sistema sanitario pubblico e solo il 36% dei loro figli va a scuola</strong> (dato CODHES).<br />
Secondo la “Contraloria General de la Republica”, tra il 1995 e il 2006 dei 1.198 municipi colombiani oltre 900 hanno sofferto il fenomeno del desplazamento: una situazione che ha ormai assunto i caratteri di un’emergenza umanitaria, causando “ferite” sociali, politiche, e culturali e sollevando interrogativi profondi sulla storia e sul futuro della nazione.</p>
<p><strong>L&#8217;INTERVENTO DELLA COOPEJUBASCA</strong></p>
<p>Il <strong>Norte de Santander</strong>, dove è ubicata la Coopejubasca, è una zona di frontiera in cui sono frequenti i casi di persone e famiglie che hanno preferito attraversare la frontiera senza mai rientrare nelle statistiche colombiane: <strong>negli ultimi 8 anni si è calcolato un flusso di 113.000 desplazados arrivati nella regione e oltre 83.000 mila che l’hanno abbandonata</strong> (Fonte: SIDIH, OCHA Colombia, 2008). La <strong>Coopejubasca offre ai migranti che arrivano a Cucuta un servizio di primo alloggio attraverso il Centro di Migrazione e il quartiere Juan Bautista Scalabrini</strong>.</p>
<p>Il <strong>Centro di Migrazione</strong>, gestito dalla Congregazione Scalabriniana da 30 anni, o<strong>ffre un alloggio temporaneo per la prima fase di emergenza, ossia per il tempo necessario alle autorità competenti per accertare l’avvenuto “desplazamiento” per violenza e &#8211; nel caso di risposta positiva – per l’erogazione dei primi aiuti statali</strong>. Aiuti che nella migliore delle ipotesi arrivano solo dopo un mese e comunque spesso insufficienti alle necessità di queste persone e famiglie composte per lo più da donne sole con figli. Nel Centro gli ospitati possono usufruire di <strong>vitto e alloggio, servizio di lavanderia, accompagnamento legale, psicologico e spirituale</strong>. Negli ultimi anni il Centro ha ricevuto in media 30 “desplazados” al mese, ai quali si uniscono migranti diretti al Venezuela per ragioni economiche, deportati dallo stesso Venezuela e indigenti che alloggiano qui per cure mediche specifiche che possono trovare solo in città, per un totale di 45-50 persone al mese. Attualmente il servizio è a carico degli Scalabriniani, con l’appoggio alimentare del WFP e alcune donazioni private o pubbliche locali.</p>
<p>Il <strong>quartiere Juan Bautista Scalabrini è stato costruito nel 2000</strong>, un periodo di forte “desplazamiento” durante il quale i Padri allora presenti (Roberto Maestrelli e Francesco Bortignon) si resero conto che la maggioranza dei “desplazados” non era in grado di trovare o costruire autonomamente un alloggio e andava a implementare le invasioni abusive – estremamente comuni – situate in aree prive di servizi di fognatura, acqua, elettricità. Osservando l’aggravarsi della situazione, decisero di acquistare un terreno, lottizzarlo e fornirlo del sistema fognario e idrico ad uso esclusivo delle famiglie “desplazadas” che erano in città alla ricerca di un tetto. Oltre a garantire uno <strong>spazio fisico per la costruzione della casa</strong>, offrirono loro anche il materiale necessario &#8211; l<strong>egno per le pareti, lamina per il tetto, servizio sanitario e cisterna dell’acqua</strong> &#8211; e <strong>installarono nel quartiere una scuola e una mensa</strong>. In cambio la famiglia doveva garantire la forza lavoro per costruire la casa e rispettare l’obbligo di non venderla: nel caso in cui le persone lascino il quartiere, l’abitazione resta di proprietà della Coopejubasca e viene messa a disposizione di altri “desplazados” alla ricerca di un primo alloggio. <strong>La prima lottizzazione comprendeva 80 alloggi; oggi il quartiere conta quasi 150 case</strong>. Di queste, 60 sono abitate dalle stesse famiglie da 8 anni, 40 da persone che vi risiedono da oltre 4 anni e le restanti da chi utilizza la casa solo come appoggio temporaneo. Nella costruzione del quartiere la Coopejubasca inizialmente è stata appoggiata da diversi enti della cooperazione internazionale come OIM e ECHO, mentre oggi la lottizzazione di nuovi spazi e la nascita di nuove case è prettamente a carico degli Scalabriniani.</p>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 07:17:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>6 Chiese gestite dalla Coopejubasca</strong> &#8211; La Natividad, Jesus Cautivo, La Dolorosa, J.B. Scalabrini, Cristo Rey e San Pedro &#8211; oltre ad essere luoghi di culto sono soprattutto spazi di aggregazione, dove le persone trovano occasioni di confronto e dibattito su temi e problematiche comuni. I Padri scalabriniani coordinano l’attività pastorale, accompagnati da 85 giovani catechisti che svolgono le funzioni di preparazione ai sacramenti e assistono spiritualmente i membri delle parrocchie. Nel 2008, nell’ambito delle attività religiose si sono svolti <strong>980 battesimi, 390 prime comunioni, 384 cresime, 47 matrimoni</strong>.</p>
<p><span id="more-19"></span></p>
<p>Capitolo a parte i <strong>98 funerali celebrati, dei quali ben il 40% di vittime di morte violenta</strong>: una delle maggiori cause di decesso nel Paese, dovuta principalmente al conflitto interno che si protrae dai primi anni ’60 e dal clima di terrore imposto dai cartelli colombiani della droga</p>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 06:20:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il <strong>cuore nevralgico e il centro operativo in cui sono ideate e gestite tutte le attività</strong>. Residenza dei Padri, degli operatori e dei volontari, ospita gli uffici della Coopejubasca, una sala riunione per i catechisti, una sala computer in cui si svolgono i corsi di informatica. Ha uno spazio di incontro e una cucina per gli anziani.</p>
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